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RIVISTA DELLA FAGR-Libri
SCULTURA ELLENICA 
 
Le guerre tra Sparta e Atene spossarono la Grecia, la quale vide dopo il periodo classico, un tempo con una visione più pessimistica della vita detto ellenistico (il termine “Ellenismo” fu coniato solo nell'Ottocento). 
Lo scultore più rappresentativo del periodo ellenistico fu Scopa, attivo tra il 390 e il 350 a. C.  
I suoi lavori sembrano testimoniare la crisi greca per l'alta drammaticità delle figure che raffigurava. Gli artisti come Prassitele, Fidia o Lisippo, creavano opere con espressioni e movimenti tipici di una visione della vita calma, piena di fiducia per il futuro, ma non  Scopa. Egli raffigurava sempre movimenti tesi e espressioni dei volti sofferte; saranno poi nello stesso stile i lavori degli scultori che lo seguiranno.  
Del II secolo è il famosissimo capolavoro intitolato: Laocoonte, il  sacerdote troiano che secondo Omero,  fu assalito assieme ai suoi figli dai serpenti, quando propose di distruggere il cavallo di legno lasciato dai greci in dono alla città di Troia, dopo averla assediata per ben dieci anni. Questa scultura ben rappresenta lo stile ellenistico con la perdita di fiducia in se stessa della Grecia nel suo ultimo periodo di grandezza (successivamente verrà sottomessa da Roma). Le posture delle figure saranno assai complesse e gli studi che si faranno sull'espressività dei volti per la loro validità  diventeranno materiale indispensabile per gli studi rinascimentali sulle figure. 
 
(FAGR 5-9-16) 
Copia romana della statua greca dedicata all'eroe omerico Paride