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La fedeltà bonapartista lasciò molto a desiderare, soprattutto per quanto riguarda le alte sfere. Pochi avrebbero voluto come la sorella Paolina seguire Napoleone Bonaparte fino all'esilio nell'isola di Sant'Elena, di sicuro non le altre sorelle e gli altri suoi parenti che furono pronti a tradire chi aveva fatto la loro fortuna appena le cose incominciarono a mettersi male. Così è stato anche per le sue amicizie. I suoi generali gli voltarono le spalle e solo parte della gente del popolo unito a qualche artista particolarmente di natura grata come il pittore David, gli restarono fedeli a costo della vita. L'imperatore francese fu sempre generoso con i suoi parenti e amici, ma dovette contare parecchi ingrati al termine della sua carriera; se dovessimo oggi elencarli la lista sarebbe troppo lunga. Tra i tanti citiamo Jacques Alexandre Law de Lauriston (1768-1828), il quale conobbe da giovane Bonaparte all'Accademia militare e strinse con lui una forte amicizia. Dopo la sua ascesa al potere, Napoleone lo chiamò a sé per diventare suo aiutante di campo. Jacques lo seguì nelle sue campagne vittoriose, ma passò dalla parte dei Borboni appena lui iniziò ad essere sconfitto. Finiti i “Cento giorni” trascorsi da Napoleone prigioniero all'isola d'Elba, egli combatté addirittura contro lui. La sua carriera militare continuò in seguito alla grande e morì onorato con il grado di Maresciallo di Francia.
(FAGR 12-03-2026)
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