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Le prime notizie sulla pratica di ottenere vantaggi dal conoscere le attività nemiche, risalgono al 4000 a. C. con il popolo dei Sumeri, i quali avevano un servizio informativo molto efficiente. Dopo di loro gli Assiri, i Fenici e gli egiziani capendo l'importanza dell'informazione se si voleva vincere le proprie battaglie, sostennero il lavoro di molte spie.
Famosa è l'attività spionistica che si procurò attorno il 216 a.C., il generale cartaginese Annibale Barca, il quale riuscì a procurarsi dei dati importanti sui comandanti romani contro cui doveva battersi: Quinto Fabio Massimo e Marco Minucio Rufa. I due si odiavano e lui sfruttò tale astio per procurarsi una gloriosa vittoria contro Roma (a Canne).
Durante il Medioevo risulta la Repubblica di Venezia la più brava a sviluppare il servizio di spionaggio ed essa fu sempre disposta fino alla sua caduta nel 1797, a concedere crediti illimitati a chiunque pur di essere sempre ben informata su tutto.
Nel Rinascimento oltre a quello militare e commerciale, fu attivo lo spionaggio delle cortigiane, le quali saranno accettate in società (alcune raggiungendo anche posti di prestigio) per il loro saper strappare ai clienti informazioni ritenute alquanto importanti dalle autorità.
Durante i regni di Elisabetta I d'Inghilterra e Luigi XIV di Francia, ci furono servizi segreti molto ben organizzati, ma saranno la Rivoluzione Francese e Bonaparte a svilupparli come mai prima.
Perfino nella nostra era moderna le decisioni militari sono ancora strettamente legate alle attività di spionaggio. Si sa, niente di quanto è utile viene e verrà mai soppresso e lo spionaggio risulta utilissimo.
L'informazione può dare molto potere. I re e i capi di Stato l'hanno sempre saputo e hanno sempre tenuto attivo lo spionaggio militare. Anche il mondo del commercio non scherza. I commercianti spesso e volentieri sono alla ricerca di notizie che possono favorirli e oggi, ciò è noto come spionaggio industriale.
(FAGR 11-10-2025)
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