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RIVISTA DELLA FAGR-Libri
UN EROE TRA MITO E REALTA' 
 
Roma nei primi anni dopo la sua fondazione fu sempre attaccata dalle popolazioni vicine intenzionate a sottometterla, per cui visse periodi di grandi crisi che gli storici del periodo imperiale come Tito Livio o Tacito, cercarono di mascherare raccontando storie senza nessun fondamento per nascondere le numerose disfatte subite in grado di sminuire il fascino della potenza romana, ma soprattutto di incoraggiare i nemici ad attaccare l'Impero. Dopo le battaglie contro Alba Longa e i Sabini, i romani dovettero difendersi dagli etruschi. Tito Livio e Tacito scrissero che Roma ne uscì bene, tuttavia lo storico Plinio il Vecchio più propenso a fare ricerche accurate, disse che in realtà Roma venne a lungo sottomessa dagli Etruschi. Una delle leggende narrate per abbellire un tempo assai buio per la città eterna è quella dell'eroe mitico Orazio Coclide, discendente dei fratelli Orazi che sconfissero i fratelli Curiazi di Alba Longa; si disse vissuto nel VI secolo a. C., ma nulla della sua storia va presa per certa. Sembra che nel 508 a. C. Orazio Coclide, non meno coraggioso dei suoi avi, difese da solo il ponte sul Tevere combattendo contro gli etruschi del re Porsenna, mentre i romani tagliavano in fretta il ponte per chiudere la strada portante a Roma. La città fu momentaneamente salva, ma secondo lo storico Polibio dopo la demolizione del ponte egli si gettò nel fiume con l'armatura e affogò; la versione di Tito Livio racconta invece che si salvò nuotando incolume fino a riva e dopo ebbe gli onori dovuti. Per molto tempo il coraggio di Orazio Coclide sarà esaltato da letterati e artisti, perché non solo gli imperatori romani, ma anche i governi seguenti ebbero l'interesse di diffondere notizie storiche capaci di spingere i soldati verso l'eroismo in battaglia; solo per questo motivo quindi la storia di questo antico romano è giunta fino a noi. 
 
(FAGR 18-04-2025) 
 
 
Orazio Coclite in un'incisione da disegno di Giulio Romano (1499-1546) 
 
 
 
 
 
 
 
 
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