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LA GRANDE FARSA DI ALFRED JARRY
Il testo teatrale “Ubu re”, prima parte di un ciclo dedicato a “Ubu”, venne pubblicato il 25 aprile del 1896 e rappresentato a teatro il 9 dicembre dello stesso anno. Il suo autore, lo scrittore francese Alfred Jarry (1873-1907), si astenne dal moralismo, ma usò tutte le convenzioni linguistiche possibili per divertire e creare una storia leggendaria con tuttavia dei chiari riferimenti alla realtà. Quest'opera è considerata una anticipazione del movimento surrealista e del teatro dell'assurdo perciò all'inizio venne considerata scandalosa. Tutto quanto Jarry scrisse di Ubu anche in seguito creò grande scandalo, ma poi tali avventure diventarono la pietra miliare di chi voleva scrivere scene teatrali con farse, parodie e un umorismo sperticato. Le avventure di Ubu mischiano meravigliosamente fatti surreali con la realtà e fanno scuola ancora oggi (il premio Nobel Dario Fo ideò il brillante monologo teatrale intitolato “Ububas”).
Jarry mosse Ubu Padre, capitano dei dragoni decorato con l'ordine dell'aquila rossa, (iniziatore delle avventure), in una Polonia fantastica e allo stesso tempo reale. Seppure fosse un uomo di fiducia del re Venceslao, Ubu lo uccise per rubargli il trono; eliminò anche i nobili che lo avevano appoggiato, ma inavvertitamente non il figlio del sovrano, il principe Bugrelao, il quale dopo ovviamente si diede da fare per cacciare l'usurpatore. Il racconto fu descritto usando termini assurdi e comici. Alfred Jarry ne inventò parecchie di parole nuove semplicemente storpiando quelle già esistenti. E' lui che diede vita al termine: Patafisica (vedi: "Pesello Pesellino alle prese con la Patafisica"), per definire una pseudo scienza, vale a dire costituita da soluzioni fisiche immaginarie.
(FAGR 23-01-2021)
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