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UNA STATUA SOSTITUTA DI UN'ALTRA
L'orgoglio dei francesi per il loro patrimonio artistico non ha rivali. Quando dovettero restituire all'Italia la statua di marmo trafugata da Napoleone, detta “Venere de'Medici”, un capolavoro dell'arte greca ellenica databile alla fine del I secolo a.C., non ne furono affatto contenti e il marchese Riviére, ambasciatore presso gli ottomani, si diede in seguito un gran da fare per acquistare una statua ritrovata sull'isola greca di Milo nel 1820; essa era in grado di sostituire quella che perdevano e ciò non fece badare a spese.
Anche questa statua rappresentava Venere, certo era spezzata in due e senza braccia, ma apparteneva pressapoco allo stesso periodo e di circa 50 cm più alta. Dopo un buon restauro la Venere di Milo fu presentata nel 1821 al re di Francia Luigi XVIII e collocata al Louvre.
In Italia nessuno fece e né fece mai tanta pubblicità ad un capolavoro artistico come invece fecero i francesi con la loro Venere di Milo. Essa venne amata fino all'inverosimile da tutti in Francia e i riferimenti pubblicitari a questa statua per elogiarla non si contano, apparvero perfino in un quadro del pittore Eugènenè Delacroix, il quale s'ipirò proprio a lei nel dipingere la personificazione della Libertà nel suo famoso quadro:”La Libertà che guida il popolo”.
Oggi la Venere di Milo che è apparsa anche in diversi film, è tra le statue più famose del mondo, mentre in pochi conoscono la Venere de'Medici dello stesso periodo, ritrovata intera e senza aver subito restauri pesanti.
(FAGR 21-3-19)
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