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IL LAPISLAZZULI
Tra le pietre considerate più preziose dai tempi dei tempi vi è il lapislazzuli; si tratta di una gemma dal colore azzurro talmente piacevole al guardarsi che ne sono stati fatti amuleti fin dal V millennio a. C. I faraoni d'Egitto ne fecero grande uso e non solo per amuleti, ma anche per oggetti d'arredo che si sono poi ritrovati nelle loro tombe come corredi da portare nell'aldilà.
I buddhisti invece vollero dalle epoche più antiche il lapislazzuli tra i sette gioielli che rappresentano i “Sette tesori”, ossia i sette valori spirituali dell'uomo (questa pietra è associata alla “coscienza di sé”).
Il prezzo del lapislazzuli è sempre stato vicino a quello dell'oro per la rarità dei posti in cui si trova, eppure nel Medioevo se ne fece lo stesso largo uso per la pittura degli affreschi nelle chiese; precedentemente macinato e dopo vari trattamenti, diventa un pigmento capace di creare un blu non solo bellissimo ma anche di lunga durata.
Giotto adoperò il pigmento lapislazzuli nella Cappella degli Scrovegni a Padova e anche Michelangelo nei suoi lavori di pittore alla Cappella Sistina a Roma, non avrebbe ottenuto mai i suoi meravigliosi blu senza il suo uso. Si può quindi definire questa gemma una delle tante meraviglie della natura di cui l'uomo ha saputo sfruttare tutte le qualità.
(FAGR 5-9-16)
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