SCULTURA OMNIA 
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L'INVIDIA DEI COLLEGHI SCULTORI 
 
Ogni settore lavorativo se ben redditizio ha il suo covo di vipere invidiose e quello artistico non fa eccezione, oggi come in passato. Cosa i malevoli riuscirono ad inventarsi per danneggiare lo scultore senese Giovanni Duprè (1817-1882) ha quasi dell'incredibile.  
Egli era figlio di un intagliatore di legno e le sue prime esperienze artistiche furono in questo campo, ma dopo aver frequentato l'Accademia di Firenze, decise di buttarsi a creare la sua prima scultura; la voleva grande e nel 1842 una volta individuato il modello che gli serviva in Antonio Petrai, vi lavorò per un anno.  
L'opera intitolata “Abele morente” con figura sdraiata, ebbe un grande successo per la perfezione accademica e bellezza delle forme, ma subito iniziò a circolare la voce che probabilmente Giovanni si era servito di un calco sul modello per eseguirla perché tale capolavoro non poteva essere stato fatto da un giovane di poca esperienza; il povero Antonio  
Petrai venne così spogliato nudo e misurato per provare la malafede dello scultore; la statua però venne trovata i dimensioni diverse dal modello e nessuno poté più dire nulla... sull'”Abele morente” almeno. Già, chissà come, dopo accadde che Giovanni in tutta la Toscana divenne lo scultore in grado di fare solo figure sdraiate.  
E' chiaro che la concorrenza ai suoi tempi era spietata nel campo della scultura e assicurarsi commissioni ai danni di Giovanni divenne un punto fermo per gli altri scultori. Fu il conte Del Benino, amico del Duprè ad aiutarlo finanziandogli una scultura in posa eretta intitolata “Caino”.  
Da questo momento in poi nessuno riuscì più a denigrare lo scultore senese che si vide così fioccare tante commissioni. I capolavori scultorei nati dalle sue mani continuarono ad incantare gli esperti d'arte e la città di Siena gli rese omaggio intitolandogli anche una via. Le sue prime statue “Abele morente” e “Caino” vennero in seguito acquistate dallo zar di Russia e attualmente si trovano al museo dell'Ermitage. 
(FAGR 19-3-18) 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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